Che ci faccio qui

Non so come tu sia capitato in mezzo a queste pagine di un sito apparentemente improbabile, ma provo a spiegarti perché è nato. Questo dominio mi appartiene da circa 30 anni. Inizialmente voleva essere di supporto alla neonata Internet italiana ma sembra che nessuno fosse interessato alla cosa nonostante gli impediti al digitale rimangano una diffusa maggioranza. Poi ha cercato di proporre una psicologia on line a portata di tutti, cioè gratuita ma senza impegno. Oggi che la confusione dispersiva, l’ansia, la depressione, la confusione mentale e altre condizioni ben note sono note a chiunque circoli per una delle nostre città – e volutamente evito di citare la geopolitica e l’economia – e le persone, soprattutto i giovani si affidano alle intelligenze generative perché non possono o non riescono a trovare nessuno che ascoltandoli si faccia carico di loro, sto riproponendo questa formula con un po’ di impegno digitale in più.

Se hai qualcosa che vuoi confidare puoi farlo apertamente. Puoi far conoscere i tuoi disagi o le tue speranze per condividerle con il sottoscritto che da 40 anni fa lo psicologo e lo psicoterapeuta, oltre che il docente di counseling, e con gli altri avventori del sito. Cercherò di rendere questo spazio il più protetto possibile, filtrando interventi impropri. Inoltre, potrai tutelare la tua privacy, spedendo messaggi riservati solo a me.

Per quanto riguarda la privacy evito di mettere documenti clonati inutilmente affermando che farò il possibile per proteggerla, ma in questi anni in cui sono le istituzioni stesse a stringere contratti con produttori di sistemi di spionaggio ben lungi dal garantire un utilizzo improprio per il quale avrebbero tutte le forze tecnologiche, economiche e quindi anche di una legalità alla mercé dei tycoon più ricchi, mi è impossibile fare di meglio che assicurare che il giorno in cui mi accorgessi che questa garanzia non è più sostenibile o che è stata violata, chiuderò ipso facto i battenti, nonostante la maggioranza silenziosa si stia spogliando promiscuamente e con soddisfazione di ogni pudore della propria persona e personalità in una galassia di social nati esplicitamente con questo scopo.

In fondo, queste parole sono la prima confessione affidata al sito, un’autocoscienza esplicitamente a disposizione di tutti.

Per finire, sappi che se anche talora appariranno articoli come questo, il sito non è un blog ma un servizio al cittadino, marcatamente a quello più debole e più giovane. Per gli articoli il sito dove lavoro è un altro e si chiama ilfranti.it e non ho malcelato pudore a consigliarti di visitarlo perché i contributi anche su questi temi li trovi lì e ne trovi tanti.

Qui cerco di fare concorrenza a cattivi maestri e a ipocrite ai nel consentire alle persone di parlarsi anche con il contributo di uno che le sofferenze psichiche le conosce da tutta la vita. Non aspettarti miracoli: solidarietà e qualche consiglio però sono già molto meglio di quello che la nostra società oggi è in grado di offrire.

Ennio

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